Carta da regalo verde, carta da schizzo, tela 200 cmx 20, cartone telato triangolare e pennarello calligrafico, cartoncino bristol nero, nastro di carta. Auto parcheggiata.
2021
Dedicata a E. e A. e alle loro auto-immobili
L’installazione avviene per ossimoro: usare l’abitacolo di un’auto-mobile che, ferma per confinamento, diventa vetrina, immobile. L’abitacolo dell’automobile, se utilizzata normalmente, è considerato, in genere, luogo privato e sicuro in opposizione allo spazio pubblico/pericoloso della strada.
L’auto-immobile, invece offre un rifugio. A. ci ha dormito per anni finchè un giorno, in cui per fortuna lui non c’era, l’hanno bruciata: era la sua stanza. E., che, con l’avanzare della sclerosi multipla non ha più potuto usare la macchina, un giorno, l’ha lasciata aperta, a disposizione di chi ne avesse necessità. Molte persone nella sua 126 ci hanno potuto dormire per anni, i vetri appannati di resina e aghi di pini. Esili piantine appoggiate ai tergicristalli come tutori per crescere, alla base del parabrezza, nate dai semi portati dal vento come la terra per radicarcisi.
Qui invece l’auto-immobile diventa il luogo di una marcia mondiale arrestata.
Nei disegni del 2021 le mani delle figure spingono claustrofobicamente un confine trasparente duro e invisibile.
Del 2017 sono le tele triangolari, paesaggi umani e quella senza titolo, posta nel lunotto posteriore che è ispirata a due versi del poeta curdo siriano Golan Haji: nella parte superiore della tela – nessuno distingue gli annegati dai salvi — e nella parte inferiore: Calde nei polmoni, le nostre parole non dette. In questa tela però, le parole non dette si estendono all’intero corpo, trasparente.
Nei disegni su carta del 2021, infine, le figura umane attraverso il loro occhio laterale, diventato quasi monocolo frontale, ci guardano. La mano continua a disegnarle come nel 2015, come se l’unica memoria della figura umana fosse quella.
I primi disegni sono del 2015, i calepini pieni di figure, respinte, sovrapposte, in fuga dalla guerra, respinte da un ostacolo invisibile, come un confine si susseguono fino al 2017 esplorando forme.