FINESTRE è una installazione formata da quattro tavole.
Monocottura in grès e ossidi forno a legna a 1280° presso l’atelier dell’artista de Alain Gaudebert a Saint-Aubin-Château-Neuf (Francia).
Cottura in due pezzi divisi successivamente alla cottura in quattro.
Ciascuna tavola misura 53x34x4 cm ~
Concept: L’artista vede l’albero composto da una parte visibile e una
invisibile chioma/radici tronco/ceppaia, Due identiche forme che si riflettono sul suolo come piano secante di un doppio specchio. La scelta di cuocere le due tavole in un pezzo solo e, soltanto a raffreddamento avvenuto, dividerle a metà manifesta questa doppia natura. La parte visibile emerge dal nero in forma di retablo, una finestra che non ha l’oro a illuminarla ma è l’oscurità che dà al bassorilievo delle figure uno slancio di luce. La forma, la gestalt è quella del segno minimo necessario all’occhio per riconoscere l’olivo che fa pensare al segno nel lineare B scelto per significare l’albero di olivo e il cono che è presente in forma di triangolo vuoto discendente e come cono pieno ascendente. E’ la forma dell’accrescimento vegetale in qualunque sua dimensione e direzione. L’alfabeto dei frattali riflette la forma dei rami e delle radici. La forma è la stessa indistinguibile di linfa libera.
Retablo oliveto. femminile plurale. Il confine tra vita e morte non cambia di luce. Non resta che la parola della sacralità delle albere di olivo.
L’ultima finestra è dedicata a Jean Pierre Brun. Scrive Gérard Breuil a proposito di questa tavola: La forza del silenzio e la parola latente nella struttura. La spirale dei mulini è come una pulsar timida al la quale rispondono in armonia generosa l’immensità dei flutti che passano come un’onda ieratica, un tremore ispirato.