Neroblu

Nero blu, 2020, 1000×7000 mm scrittura con fotografie digitali

Procedimento e sinossi

Historica: Confinamento di marzo.

Procedo a stampare due grandi incisioni in nero e blu su tela bianca grezza e le appendo davanti alla portafinestra.
Dall’immobilità del corpo nasce l’esercizio di osservazione quotidiana del cortile, della strada e del palazzo davanti, dei suoi balconi e partecipo alla vita, accostando prima l’occhio alla tela poi quello fotografico del tablet. Si crea una sorta di simbiosi del corpo fra la tela e il paesaggio al di là di essa. Uno scatto al giorno.
Applico, dall’interno dello spazio privato, il dispositivo degli appunti foto- grafici, presi negli spazi pubblici a New York e a Berlino.
Gli appunti foto-grafici sono fotografie di parti marginali, dettagli di paesaggi guardati attraverso grate, reti per i lavori stradali, ombreggianti,
riflessi di luce su superfici lisce o porose o in controluce… E ancora fotografie per fissare nella memoria dettagli architettonici soprattutto di relazione fra spazio esterno e interno, soglie, scale, finestre, attraversamenti, ponti.. .O ancora textures impresse nel cemento, forme dell’asfalto, strati di intonaco e scrostamento dei muri e loro riparazioni successive, macchie..o tracce lasciate nell’uso degli spazi pubblici dal movimento dei corpi.
Ogni foto-grafia è dunque un segno.
Il loro assemblaggio costituisce una sorta di grafia, scrittura che nel sedimentarsi si attua attraverso il dispositivo in altre materie e tecniche anche opache.

Nel caso del confinamento è avvenuto il processo opposto. Attraverso una trama stampata dal corpo si esplorano spazi e luci che non possono venir percorsi da esso, e, a partire dall’immobilità partecipa alla vita della strada e al suo vuoto, la presenza e l’assenza delle persone all’esterno o all’interno del cortile. Con il passare dei giorni, mi rendo conto che, le incisioni, sono diventate, come lo strato rarefatto del palinsesto di una pergamena attraverso cui leggere lo spazio.
La trasparenza materica del focus, scelta ogni giorno, nelle sfumature del nero e del blu delle incisioni, varia o si ripete a seconda del mio mood.
E’ la luce a supportare le legature, le notazioni, registrando i giorni in un fraseggio, una successione di ritmi e segni, cesure sonore, coloriture, accenti e pause.
Per questo Neroblu non è un collage.
All’atto della “scrittura”, la luce proviene da dietro il vetro.
All’atto della lettura la luce retroillumina la pagina ‘scritta’ sullo schermo del computer.