Perpendicolari

7 incisioni su gomma, carta da pacchi, inchiostri, tempere, ecoline, acrilico 300X100 cm

Lettura
La lettura del primo romanzo di Giosué Calaciura, La penitenza, pubblicato nel 2019 risale a diversi anni prima. È un romanzo complesso, stratificato. Il luogo è un carcere antico quanto il protagonista, che vi trascorre (ma era già lì, e non si sa da quando, senza memoria e senza storia, neanche processuale) il lasso di tempo che va dall’arrivo di  Garibaldi in un luogo del meridione, non precisato ma riconoscibile, all’attentato a Borsellino. La sovrapposizione degli ordini delle celle ai corridoi segue perpendicolari appoggiate agli ordini governati dalle scale, che – transito tra esterno e interno dei corpi nell’avvicendarsi di amnistiati e nuovi reclusi – hanno la luce delle incisioni di Piranesi. La perpendicolarità qui ha la funzione di discesa infernale di tipo botticelliano. L’ortogonalità di mura porose è consumata dal tempo, resa organica dai corpi, una matrioska che si avvita in una vertigine. Un universo interno, non un microcosmo ma un globo fertile nelle pieghe e negli anfratti del corpo del gigante protagonista che è rifugio di animali, radicamento di piante, paesaggio e orizzonte, mare e fiume, monte e valle e maternità accolta, nascosta in corpo maschile con un senso vegetale del tempo, leggero, come di albero centenario: sul suo capo che fuoriesce dal tetto della cella nidificano uccelli di ogni tipo. Il suo corpo assume la forma della cella che lo contiene. La storia ci si scontra senza vincerlo, si arrende alla sua impermeabilità. Ogni faccia ha molti volti. Anche i corpi dei carcerati sono spazi incrostati dal tempo recluso come le loro anime, organiche e dilavate dall’oblio. Nel cortile delle ortiche il cielo è tagliato dal muro di cinta, le pietre ascoltano nell’ora d’aria la nostalgia condivisa sbiadirsi via via con le stagioni. Ma è anche il luogo più “esterno”, palcoscenico della Storia che irrompe. Lì avvengono esecuzioni sommarie dettate da logiche e poteri che si avvicendano nella città, incomprensibil a chi vive “dentro”, dove la Storia e il tempo sembrano non fluire.

Procedimento Perpendicolari
Perpendicolari, movimento dei corpi, discesa a piombo di pesi, corpi lungo i diversi ordini temporali di celle che si susseguono una sull’altra, i contorni di una decisione che si smarrisce nel tempo e nello spazio chiuso. “Esterno” e “interno”, intimità e istituzione totale, dimensioni spazio temporali della Storia e fluire ininterrotto. Si inseguono le tracce, le orme e le forme degli animali come tatuaggi sul corpo del recluso gigante che accoglie le loro corse, incisioni rupestri sul tufo del corpo carcerario. Forme di labirinti ortogonali, orizzonti su cui si appoggia il piede delle perpendicolari.